Del punto di vista di Hitler

[...] Ma il giornalismo deve sempre badare a entrambi i versanti di una storia, è il credo dei fedeli devoti della “informazione obiettiva ed equilibrata”, e qui domando: allora ci si chiede come giornalisti, per esempio, di assumere il punto di vista di Hitler e dei nazisti per essere equi o equilibrare i punti di vista delle vittime ebree e non del nazismo durante la seconda guerra mondiale? In effetti, gran parte delle storie non sono antagonistiche o si riducono simmetricamente a due sole parti, e tale ottica di semplificazione geometrica non è applicabile al dovere giornalistico di riflettere fatti svariati e complessi della realtà con più facce di un dodecaedro.

[Smettiamo con l’obiettività – Ruben Luengas]

Gela, nell'ambito del processo "Leonina" si scopre il progetto di morte per Calogero Speziale

foto: palermo.repubblica.it
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Gela (Caltanissetta), 14 aprile 2012 – Cosa Nostra avrebbe preparato un piano per uccidere Calogero Speziale, deputato del Partito Democratico e presidente della Commissionre Regionale Antimafia. A dirlo i collaboratori di giustizia Crocifisso Smorta e Carmelo Billizzi del clan Emmanuello, chiamati a deporre nell'ambito del processo “Leonina societas” in corso nell'aula bunker del carcere Pagliarelli di Palermo e volto a fare luce sugli interessi della mafia gelese sulla squadra di calcio di Gela, la Juveterranova. Tutto nacque, nel 1998, dal mancato agguato a Fabrizio Lisiandra, allora presidente della squadra, sul quale Cosa Nostra faceva pressioni sia per avere la disponibilità del club che cercava affannosamente nuovi proprietari per evitare il fallimento e che militava in serie C2, sia per costringerlo a fare entrare gli Emmanuello nel consorzio di imprese nell'orbita dell'Ente Nazionale Idrocarburi che operavano al petrolchimico, il Consorzio Nazionale Servizi di Bologna, retto nel gelese proprio da Lisciandra.

Proprio a Bilizzi sarebbe stato assegnato il ruolo di esecutore materiale dell'omicidio, da realizzarsi durante una festa nella villa nelle campagne gelesi di proprietà di amici del deputato, attentato fallito solo perché Speziale a quella festa poi non ci andò, come confermato anche in una precedente deposizione da “Nino D'Angelo”, al secolo Rosario Trubia, ex reggente degli Emmanuello. Smorta ha anche rivelato che la mano di matrice mafiosa fu l'incendio dell'automobile del deputato nel 1998, dovuto all'opposizione all'ingresso nella Giunta comunale di Roberto Alabiso, anch'egli appartenente ai democratici e cognato dei fratelli Emanuele e Filippo Sciascia, imprenditori con interessi negli appalti e considerati appartenenti al clan entrati nell'inchiesta “In&Out” del 2006.

«È una notizia inquietante che conferma l'impegno di Speziale nella lotta alla criminalità organizzata e per il riscatto del territorio gelese. Non bisogna assolutamente abbassare la guardia e sono sicuro che Speziale continuerà, con rigore, anche nella qualità di presidente della Commissione Antimafia all'Ars, a promuovere tutte le iniziative necessarie per la legalità» ha detto il segretario regionale dei democratici, Giuseppe Lupo.

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